Spesso si parla dell’Era dell’Informazione da cui ne deriva la cosidettà società delle reti ma cosa si intende più precisamente!!?!
Per spiegare questa evoluzione inizierei ha definire la Net_Economy o New_Economy, precisando che non è l’economia delle aziende che usano internet, quanto il modello di business e il network informatico, i quali diventano indispensabili a livello organizzativo e operativo.
In questo il Networking diventa un elemento cruciale della società dell’informazione, comprendendo aziende, persone, media e governi: si tratta in pratica di una comunicazione flessibile organizzata da tecnologie informali. Internet non è solo una tecnologia ma diventa quindi un mezzo tecnologico fondamentale, ridefinendo a sua volta due tipi di identità, quella collettiva e quella individuale.
E’ bene che le imprese capiscano che nella realtà è inimmaginabile che l’economia possa mantenere per sempre un livello costante o crescente di produttività, l’introduzione di nuove tecnologie porta un aumento di rendimento delineando 3 fattori importanti: organizzazione reticolare, risorse umane adeguate e capacità d’innovazione dell’azienda. Il cambio di paradigma porta ad incanalare i profitti negli investimenti piuttosto che sui consumi, in quanto la materia prima della New_Economy sono il know how e il settore dell’R&D (per questo oggi ci si è concentrati molto sul tema dell’innovazione); l’aumento di produttività è visto e deve poter interessare non solo le singole aziende ma anche l’intero panorama imprenditoriale del Paese. Le imprese devono essere capaci di coniugare know how e talento se vogliono generare innovazione, ma il Know how dipende a sua volta da 2 fattori che sono il sistema universitario e l’immigrazione, in questo caso si tratta di operare una scelta tra i due.
Il messaggio che viene lanciato è il seguente:
L’economia può svilupparsi attraverso l’innovazione (eliminazione degli sprechi, adozione di processi più “verdi”, uso di fonti energetiche alternative….) il potenziamento dell’R&D ecc, ma bisognerà creare un rapporto fiduciario tra società civile e mercato in un’ottica di espansione glo-cale.
Per completare il processo di trasformazione manca un ultimo elemento: la rivoluzione dello spazio, che riguarda in primis noi stessi inglobando anche le città fino ad espandersi oltre. In tutto questo i veri protagonisti non sono le tecnologie come si potrebbe pensare, ma bensì le persone e quindi dallo sviluppo sociale che dipende appunto dalla capacità di stabilire un’iterazione sinergica tra innovazione tecnologica e valori umani capace di sviluppare un nuovo modello di economia sostenibile; dato dalle condizioni istituzionali, dalla capacità di riorganizzare le imprese e reinventando la realtà sociale che ci circonda.
(M. Castells, La città delle reti, 2004)




I vostri commenti...