…cosa significa!?!!
Creare uno scenario attuale e futuro da intraprendere in modo tale che una volta avviato, esso segua le maggiori tendenze dettate dal mercato in modo da poter essere pre-competitivi e soprattutto in anticipo su eventuali scenari che si andranno ad aprirsi e formarsi. Ricorrere alle nuove tecnologie significa intraprendere strade per le quali si conosce l’inizio ma non si sa si vada a finire e soprattutto in continua costruzione, piena di biforcazioni e svincoli senza uscita. In questo la tecnologia deve essere accompagnata da un elevato grado di “fattore umano” connessi l’uno all’altro in modo da auto-alimentarsi a vicenda, così da poter creare ponti virtuali che interagendo con la realtà danno origine a veri e propri nuclei e spazi in cui far circolare liberamente e in modo spontaneo l’innovazione.
Vi è il bisogno di una formula che metta insieme, relazionizzi tutti i vari nuclei che si sono creati in un’ottica in cui prevalga la Visione d’insieme. Intendo, legare al territorio: università, centri di ricerca, impresa e Pubblica Amministrazione; non solo ma con le diverse possibili combinazione attualmente disponibili di comunicazione:
interno-esterno, esterno-interno, esterno-esterno, interno-interno.
In questo modo le singole unità che costituiscono il nucleo e poi a sua volta il nucleo stesso, interagisce attivamente e passivamente al modificarsi degli altri in base anche al gioco messo in atto della “Relazione Comunicativa”, che tiene conto degli approcci “interno” ed “esterno” del nucleo. Quello che si vuole incentivare è dunque l’Innovazione in tutti i suoi sensi, ma il territorio italiano si sa è completamente scollegato e connetterlo non è così semplice. Il cambio del paradigma è un vero e proprio salto, oltre ogni possibile immaginazione: sto parlando non solo di Network ma di strumenti atti per fare Networking.
Oltre alle “long tail” vi è molto di più, per questo la costruzione di reti deve essere accompagnata da spazi, “open-space”, in cui far coinvolgere più nuclei e unità, mettendo in atto tutte quelle azione di “Knowledge to business” integrandole con le attività di ricerca tramite il “transfer by head”.
Si tratta di superare lo stadio di “path dependance” in cui vi è la tendenza a seguire percorsi tradizionali ed attivare tramite la “technology literacy” una alfabetizzazione tecnologica fruita e condivisa sia dal Pubblico che dal Privato in un aiuto vicendevole. Ciò permetterebbe di concentrarsi non più solo su innovazione di prodotto (in cui siamo molto bravi) ma bensì in innovazione di processo che ci manca del tutto, escludendoci soprattutto dai bandi di finanziamento Europei, togliendoci quella possibilità di crescita che manca.
Creare ed attivare il Network sono le fasi principali di start-up, alcuni esempi sono “Puglia 2.0” la prima rete in cui la PA locale comunica e interlaccia i rapporti tramite strumenti provenienti dal web come social-network e social-media; in Emilia_Romagna avanza il progetto dei “Tecnopoli” una rete in cui vi faranno parte laboratori di ricerca, imprese ed università per attuare trasferimenti con elevati contenuti tecnologici; questi sarebbero la creazione di una delle tanti reti che devono poter comunicare, condividere, collaborare le varie fasi di lavoro. L’operare tra le reti e con le reti di più reti deve poter divenire facile come mandare una e-mail, per questo motivo il sistema che si vuole costruire deve poter partire dal basso e legare assieme, coinvolgere in circuiti virtuosi e viziosi più livelli, partendo da quello economico a quello culturale, sociale, finanziario, fino a quello politico e legislativo.
L’unione, integrazione, fusione in processi in Corporate o Enterprise di Network (Net-Corporate o Net-Enterprise) sarà sempre più forte, in cui il “fattore umano” diventerà sempre più a “valore” in cui la tecnologia deve fare da guida e in cui l’elemento strategico diventa, appunto, l’uomo il cui connubio origina una forza motrice nuova, innovativa e mutevole.
La tecnologia ci è d’aiuto ma se le persone non la sanno usare diventa inutile:
…la Finlandia ha la percentuale più alta d’Europa di laureati, il link tra impresa ed università diventa così naturale….




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