Con Unified Communication (UC) si intendono diversi sistemi di comunicazione o di modelli, tra i quali troviamo lo unified messaging (UM), la collaborazione, l’interazione tra sistemi, la comunicazione in tempo reale (o quasi in tempo reale).
In altre parole, l’UC è una più ampia definizione di UM e non comprende solo la voce, ma anche la trasmissione di dati (quale email e instant messaging), le tecnologie di collaborazione (come Web conferencing) e le caratteristiche avanzate per voce e dati normalmente incluse nelle soluzioni PBX[1] basate su protocollo Internet (IP). In genere, il processo che porta all’implementazione di un sistema di UC avviene per gradi:
- si parte dalla telefonia su Ip,
- per poi passare alla messaggistica unificata,
- poi la collaboration (video, condivisione documenti),
- infine la Unified Communication vera e propria, che va a comprendere anche le applicazioni software per i processi di business.
Essenzialmente, l’UC combina le vecchie e le nuove capacità di comunicazione con i processi aziendali per migliorare notevolmente la produttività e il servizio ai clienti e fornisce alle imprese un vantaggio competitivo.
Le tre caratteristiche:
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UC integra la comunicazione in tempo reale e non in tempo reale con i processi di business e i requisiti basati sulle funzionalità di presenza, il tutto presentato tramite una coerente interfaccia utente unificata su differenti dispositivi e media.
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UC lega la presenza, un’unica o comune interfaccia utente per molteplici dispositivi, e la integra con le applicazioni di back office e i sistemi e i processi di business.
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UC gestisce i progetti e le transazioni commerciali attraverso le popolazioni di utenti, fornendo un’esperienza di comunicazione integrata e consistente per gli utenti stessi, con la conseguente ottimizzazione dei processi aziendali e dei risultati.
Il significato dell’UC per il business è semplice e può essere riassunto con “Le quattro C dell’UC”:
1. Collegamento: Congiunge tutti i punti dell’insieme, collegando e facendo rimanere in costante contatto tutte le persone di riferimento, visualizzando e reperendo facilmente le informazioni.
2. Comunicazione: Finalmente si saltano alcune barriere tradizionali parlando con il diretto interessato senza lunghe trafile di attese, migliorando notevolmente l’efficace e l’efficienze dell’apparato comunicativo sia all’interno che all’esterno dell’azienda.
3. Collaborazione: Si instaura un nuovo tipo di rapporto di condivisione e di collaborazione che va ad aiutare notevolmente il lavoro di gruppo.
4. Community: Si creano delle vere e proprie comunità nella quali far parlare tutte le persone, andando così a migliorare o sviluppare alcuni servizi utili all’interno o all’esterno di tutto il sistema aziendale.
Un ulteriore estensione delle Web-Enterprise che va a comporre il complicato puzzle del nuovo modello d’impresa e la nuova modalità di fare business.
[1] Private Branch eXchange. Il PBX è un centralino privato che gestisce le conversazioni telefoniche per un insieme di utenze come quelle di una azienda. Oltre a gestire le chiamate interne, il PBX è quasi sempre collegato ad una o più linee esterne, il che gli consente di gestire anche le chiamate entranti o uscenti. I PBX tradizionali sono collegati alla PSTN raramente con linee analogiche, più spesso con linee digitali ISDN. Le varie funzionalità di un PBX tradizionale possono essere replicate, in modo del tutto equivalente, nel mondo VoIP: in questo caso si parla, a volte, di VoIP PBX o anche di IPBX (Internet PBX). Se il PBX VoIP comunica in VoIP anche con la rete esterna, allora può venir meno la necessità di realizzarlo in hardware: la sua funzionalità è ottenibile con un apposito software fatto girare su PC (magari con Linux a bordo) che sia collegato sia alla rete locale (LAN), sia alla rete esterna (WAN).




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