Le Web-Enterprise, ancora in fase embrionale, si basano di Internet come piattaforma applicativa miscelandola con i sistemi informativi aziendali in un perfetto connubio, sviluppando un nuovo tipo di tecnologia e strumenti quali i Mashup, come soluzione di integrazione, e di un nuovo modello di erogazione delle applicazioni web, i Software-as-a-Service.
Un Mashup è un’applicazione web che combina strumenti e dati da una o più sorgenti online tramite interfacce applicative (API), feed (es. RSS e Atom) o Javascript, per creare un servizio completamente nuovo. Si tratta di applicazioni semplici da progettare e che richiedono limitate conoscenze tecniche, permettendo a chiunque di combinare dati da terze parti in modo innovativo. I mashup possono essere suddivisi in tre grandi categorie:
- consumer Mash-up, si intende una semplice unione di due o più servizi combinati insieme in un’unica grafica.
- data Mash-up, è l’unione di diverse sorgenti di informazione eterogenee tra di loro al fine di creare un unico contenitore di dati.
- business Mashup, consentono di combinare i contenuti e le elaborazioni appartenenti a sistemi diversi utilizzando interfacce Web Service e SOA, rendendo possibile l’estensione delle funzionalità delle applicazioni esistenti. Business mashup possono essere realizzati ad esempio per il monitoraggio delle vendite, del personale o per la gestione dei costi all’interno di un’azienda.È proprio quest’ultima categoria di mashup a giocare un ruolo fondamentale nelle web-Enterprise.
Software as a Service (SaaS) è un modello di erogazione di applicazioni in cui un fornitore sviluppa un’applicazione software web nativa e la eroga, direttamente o tramite una terza parte, per l’utilizzo da parte di suoi clienti sulla rete Internet. A differenza di quanto accade con le tradizionali applicazioni a package che l’utente installa sui propri server, in questo caso il software è di proprietà del provider SaaS che ospita sia l’applicazione che i dati centralmente, eroga patch ed aggiornamenti direttamente all’applicazione in maniera trasparente e fornisce accesso all’utente finale. I clienti non pagano dunque per il possesso del software, ma bensì per il suo utilizzo.
Il concetto di SaaS rappresenta un’evoluzione rispetto a quello di ASP (Application Service Provider), che usava la stessa logica di fruizione per applicativi completi anche di interfaccia utente e non organizzati in ottica di servizi. Le applicazioni SaaS nascono su un modello di erogazione one-to-many, utilizzando un’architettura centralizzata, definita “multitenant”, che permette a più clienti di condividere una piattaforma comune ed usufruire contemporaneamente dello stesso servizio che fornisce esperienze personalizzate sulla base di semplici configurazioni tramite “metadati” che descrivono le preferenze dei diversi utenti.
Questo tipo di approccio, riducendo il costo dell’infrastruttura che viene condivisa, consente di ottenere importanti economie di scale ed offrire soluzioni più economiche alle aziende. Le applicazioni SaaS consentono inoltre deploy rapidi non essendo necessario installare alcun software in house e consentono di lavorare sempre con la versione più recente dell’applicazione di cui è responsabile direttamente il vendor al pari del funzionamento, della sicurezza dei dati e dell’infrastruttura sottostante. (Fonte: Enterprise 2.0: la rivoluzione che viene dal Web, pgg. 54-55)
L’adozione del modello web-enterprise non significa solo acquisire tecnologia, ma significa gestirla ed integrarla nelle viscere aziendali modificando l’aspetto gerarchico e culturale. Bisogna mappare la struttura aziendale sul nuovo modello e a sua volta rimapparla sul business creando una vera e propria “matrice di integrazione sintetico-reale”, ridelieando nuovi asset per l’impresa. Il prodotto diventa servizio, il software diventa servizio, ma ciò è possibile se attorno ad esso stesso vi satellitano elementi significativi che permettono di scambiarsi vicendevolmente informazioni per poi ri- modellarsi in base alle esigenze dell’utente e alle dinamiche casuali che interferiscono con l’ambiente.
Con lo sfumare dei confini aziendali, il rischio maggiore diventa quello di trovarsi in una situazione in cui non si capisce e non si definisce più il tempo libero da quello del lavoro, mettendo l’azienda in una nuova crisi; bisogna quindi trovare, in questa hyper-comunicazione, frenentica con soglie di esaurimento nevrotico data dalla trasmissione di informazione, il giusto equilibrio. Penso che questo nuova tipologia d’impresa favorisca anche quel tipo di lavoro chiamato attualmente “tele-lavoro”, andando a vantaggio/svantaggio degli attuali contratti di lavoro a tempo determinato o a progetto, sperando che non si verifichi poi la conseguenza che ne può derivare senza un adeguato adattamento, ossia un lavoro che non si concretizza mai in un contratto indeterminato….




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