Prospettive & Paradigmi
7 03 2008
Definizione tratta da Wikipedia:
Il consumatore secondo il diritto italiano è la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta (art. 3 del Codice del Consumo - Decreto Legislativo emanato a norma della Legge 29 luglio 2003 n. 229).
Il nuovo Codice riconosce anche il “Consumatore di servizi pubblici”, cioe l’Utente, al quale l’art. 101 garantisce il riconoscimento dei diritti previsti dalle leggi dello Stato e delle Regioni.
La protezione di questa figura, alla quale in determinati momenti della vita di ogni giorno appartiene chiunque, costituisce l’oggetto del Diritto dei consumatori.
Per l’acquirente non c’è una definizione specifica considerato come un sinonimo di consumatore anche se il significato può essere simile ma è come guardare da due punti di vista differente, da due diverse prospettive.
Il motore economico attualmente azionato funziona in sintonia con tutta la macchina del mercato nella quale la filosofia di fondo impone e richiede che nessun utente consumatore ritenga ragionevole produrre da sè quello di cui si necessità, senza ricorrere al commercio con altri.
Nel ragionamento è importante visualizzare il concetto di fondo e quindi lo scopo è quello di assicurarsi che i bisogni possano essere soddisfatti tramite beni di consumo e non tramite quelli durevoli, di conseguenza si inizia già a percepire la filosofia dell’azienda e la sottile differenza fra consumatore e acquirente. I beni di consumo si usano una volta sola e poi spariscono mentre i beni durevoli appunto possono essere utilizzati molte, molte, molte volte. In una economia basata totalmente su beni durevoli, non richiede un elevato livello di produzione, di commercio, il pil decresce ma non per questo vi sarà regressione e non per qesto non vi sarà sviluppo anzi sicuramente la società sarà più felice e libera rispetto ad una economia basata su beni di consumo. Si acquista il prodotto una sola volta e basta. Mentre in una economia basata su beni di consumo, essa genera invece un flusso costante e crescente di bisogni, che è possibile soddisfare con un flusso costante e crescente di produzione. Il bene durevole col passare del tempo tende a deprezzarsi e se questo avviene con rapidità diventa più simile ad un bene di consumo; il paradigma è che non dovrebbero pertanto esistere beni che non perdono mai di valore.
(Tratto parzialmente da: Universi Sintetici - E. Castronova - pagg. 221-222)
In questo contesto bisogna considerare il fatto e bisogna sottolineare l’importanza tra bene e merce che spesso e volutamente vengono mischiati e confusi, orientati verso un ragionamento di mercato in cui si parla e si scambia merce: merce = merce e bene = merce. Ma le imprese come agiscono sul campo del mercato, come si comportano!!!
Per capire questo passo lo spiegherò tramite il paradigma delle sei donne.
Pensiamo dunque ad un’area, una zona o ad un mondo in cui vi siano 6 donne ma vi sono anche 6 uomini, pronti a corteggiarle. Ma cosa succede una di queste 6 donne è bellissima, come potrebbe essere l’Arcuri o la Bellucci o ecc, cosa succede?! Che tutti i 6 uomini saranno attratti e si concentreranno esclusivamente su di lei senza badare alle altre. Questo comporta un enorme spreco, tutti che pentano ad un solo affare e di non si avrà scambio e non girerà merce, in quanto la donna bellissima sentendosi così tanto desiderata decide di non si concedersi a nessun, visto che ora le sue aspettative sono aumentate e nessuno dei 6 uomini presenti la soddisfa più, quindi nessun business o affare va importo.
Ma poniamo che la donna bellissima si abbassi di livello facendosi trovare brutta su alcuni aspetti e scegliendo l’uomo più carino dei 6. A questo punto si mette in moto un procedimento che fa si che gli altri uomini vedendo che poi non era così perfetta decidano di conoscere e corteggiere le altre ragazze, in una ipotesi ideale che alla fine un uomo sceglie la sua donna andandosi a formare quindi 6 coppie. Ora la situazione è chiara, vi è mercato per tutti, non solo la leader abbassando un pò il suo livello a paermesso alle follower di entrare in concorrenza aprendo uno scenario di 6 nuovi affari, di 6 nuovi business. Questo paradigma dimostra che perchè io abbia successo lo devono avere anche gli altri, lo scenario è completamente cambiato da competizione a coo-petizone.
Il mercato libero ed efficiente porta invece altre cartteristiche, spinte non dall’altruismo ma dal singolarismo fino al raggiungimento del massimo risultato che in realtà non c’è in quanto la crescita tende appunto all’infinito, non solo portando quindi alla tendenza di un mercato inefficiente e barricato dietro i propri prodotti/servizi.
