Free Culture

27 02 2008

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Abbiamo parlato di filosofia ed etica hacker derivata dalla GNU-economy che a sua volta proviene dalla comunità del Free Software e per chiudere il cerchio parleremo della cultura intessuta in questo strato: la CULTURA LIBERA.

Cosa significa!?! Molto brevemente significa tramite licenze come le Creative Commons, denominate Copyleft, di condividere la conoscenza permettendo una circolazione più rapida dell’innovazione, senza ostacolare con brevetti o diritti d’autore il normale cammino di questa, dato solo per fini di lucro. A dar vita a questo tipo di cultura e a spiegarla è Lawrence Lessig con il suo libro appunto FREE CULTURE.

Il totale rovesciamento è in atto, gli schemi sono infranti, dal copyright al copyleft (ironia della sorta anche la “c” a rovescia per differenziarlo dal tradizionale diritto d’autore) e questo è solo l’inizio. Immaginiamo ora che tutti i libri scritti dai professori o da ricercatori ecc fossero sotto un Copyleft, immaginate che risparmio per studenti (ma soprattutto per i genitori); mentre oggi si è ancora costretti a fotocopiare libri nuovi e vecchi per risparmiare quel pò che basta (nutrendo di conguenza quell’economia sommersa) o spendere invece 40 euro per un libro universitario.

Lo scenario che si va delineando è quello che sempre si è cercato di evitare, definendolo come non funzionale, invece si sta dimostrando l’incontrario, o meglio negli anni si è sempre cercato di proteggere il più possibile idee, testi, formule, canzoni ecc., abusando del copyright, spinti dalla voce del profitto imprigionando senza rendersi conto carattestiche molto più importanti: sapere e conoscenza. Legami fisici, reali, neurali, virtuali si stanno connettendo, comunità stanno comunicando alle imprese di cambiare modalità di approccio, comunità stanno cambiando l’economia, la politica, la filosofia, l’etica, la cultura… La controcultura o la cybercultura è viva, non bisogna vederla come un mostro perchè essa può dare molto ma per capirla bisogna viverla, bisogna esserci dentro, bisogna fare Network.

Non mi rimane altro che dire: Share alike!

 

Definizione tratta da Wikipedia:

Condividi allo stesso modo sono licenze copyleft parziali (o non complete). La share alike, tuttavia, implica che qualsiasi libertà garantita in relazione al lavoro originale (o le sue copie) rimanga immutata in qualsiasi lavoro derivato: ciò implica ulteriormente che ciascuna licenza copyleft completa è automaticamente una licenza share alike (ma non il contrario!). Invece di usare il motto del copyright “tutti i diritti sono riservati”, o quello del copyleft completo “tutti i diritti sono rovesciati”, le licenze share alike utilizzano piuttosto l’affermazione “alcuni diritti sono riservati”. Alcune permutazioni della licenza Creative Commons sono un esempio di una licenza share alike.


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